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Survey ASSIL, riapertura totale per il 92,9% delle aziende

10/07/2020

ASSIL – Associazione Nazionale Produttori Illuminazione federata ANIE Confindustria – ha condotto un’indagine per analizzare l’impatto che la crisi generata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 sta avendo sulle imprese associate. 

La survey condotta dall’Associazione evidenzia un ulteriore incremento nella riapertura totale delle imprese che dal 75,7% di maggio aumentano al 92,9%. Solo il 7,1% dichiara apertura parziale, nessuna azienda risulta al momento chiusa. In generale si segnala la graduale ripresa di tutte le attività produttive, amministrative, commerciali e logistiche. Tutte le imprese hanno dichiarato un aumento dell’attività produttiva e un’impresa su due dichiara una capacità produttiva di oltre il 90% rispetto alla situazione pre-Covid, con ulteriori miglioramenti previsti per l’ultimo trimestre dell’anno. 

Migliorano anche le indicazioni del personale attivo nel mese di giugno con oltre l’89% delle imprese che dichiarano una percentuale superiore al 70% di forza lavoro impiegata contro il 59,4% che dichiarava lo stesso dato nel mese di maggio. Le previsioni alla fine del 2020 indicano che, rispetto alla fase pre-Covid, il 74% delle imprese prevede di impiegare oltre il 90% dei lavoratori, il 18,5% per una quota comprese tra 80/89%, e il 7,4% prevede una riduzione fino al 60%. 

Rispetto alle indicazioni di aprile e maggio diminuisce ulteriormente la modalità di lavoro agile. Dall’oltre 43,2% di aziende che ad aprile dichiaravano oltre il 50% di dipendenti in smart working il dato è sceso al 33,3% del mese di maggio e al 31,7% del mese di giugno. 

Oltre l’81% delle aziende segnala il perdurare di alcune problematiche legate alla gestione dell’attività, in particolare il rallentamento della domanda di beni e servizi confermato da oltre il 90% delle società. 

Nel mese di giugno si conferma la situazione critica legata all’andamento di ordini e fatturato. Oltre il 78% delle imprese, infatti, dichiara una contrazione degli ordini fino al 30% e l’82% dichiara la stessa quota negativa in termini di fatturato. Una ripresa è prevista per l’ultimo trimestre dell’anno con oltre il 14% delle imprese che indica un incremento fino al 30% di ordini e il 10,7% che indica lo stesso incremento percentuale di fatturato. Nel complesso le previsioni per l’anno 2020 indicano che oltre l’89% delle imprese prevede una contrazione degli ordinativi fino al 30%. Restano drammatiche, seppur in lieve miglioramento, le previsioni sull’andamento del fatturato poiché nessuna delle imprese dichiara previsioni a ribasso oltre il 30%, come era invece avvenuto con il 32,4% delle aziende in maggio e il 51,5% di aprile. In generale il 96% delle imprese prevede che sarà necessario oltre un anno per il ritorno alla normalità e a livelli di business antecedenti l’emergenza sanitaria mondiale. 

Aumenta ancora di oltre il 12% il numero delle aziende che dichiara di aver acceduto alle misure di sostegno alle imprese messe in campo dal Governo, superando il 96% delle imprese. Di queste, il 57,1% conferma ritardi nel pagamento della Cassa Integrazione, il 21,4% segnala problemi nei rapporti con le banche per accesso alla liquidità il 71,4% evidenzia difficoltà burocratiche. 

Deboli segnali positivi arrivano dalle indicazioni delle strategie che le imprese intendono adottare per superare l’emergenza. Nella survey condotta nel mese di aprile il 5,1% prevedeva di non riuscire a superare questa crisi e di dover, pertanto, chiudere la propria attività. I dati di giugno confermano quelli già evidenziati a maggio, ovvero che nessuna delle imprese sta considerando questa eventualità. Le aziende confermano la necessità di prevedere canali di vendita alternativi per il 64,29% e indicano, come ulteriori strategie per superare la crisi, l’implementazione della trasformazione online e l’ampliamento dei target di mercato per il 60,7% e lo sviluppo di nuovi prodotti per il 57,1% del pool. 

In aggiunta alla crisi economica globale, l’introduzione dei requisiti dei nuovi regolamenti comunitari sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichettatura energetica rappresenta un aggravio di costi per il 33% delle imprese con un’incidenza fino al 2% del fatturato aziendale per il 22% delle imprese. 

Infine, la survey conferma le aspettative delle aziende ASSIL, che chiedono l’attuazione di tutte le misure possibili a sostegno delle imprese e del mercato come, per esempio, aiuti a fondo perso, defiscalizzazione degli oneri, sospensione delle scadenze fiscali, incentivi al consumo e semplificazione burocratica. 

Il perdurare a livello nazionale e globale dell’emergenza sanitaria da Covid-19 – spiega Massimiliano Guzzini, Presidente ASSIL – continua a impattare negativamente sulle attività delle imprese del settore illuminazione, che rappresentano un comparto strategico per il sistema Italia

Sebbene le nostre aziende prevedano una timida ripresa di ordinativi e fatturato per l’ultimo trimestre dell’anno, permangono numerosi problemi che influenzano sfavorevolmente la gestione dell’attività. In particolare, il rallentamento della domanda di beni e servizi, il mancato pagamento da parte dei clienti e le problematiche legate al reperimento delle materie prime e ai trasporti rischiano di rendere la strada per il ritorno a livelli di business pre- Covid lunga e accidentata, con previsioni di ripresa ad oltre 12 mesi. 

Inoltre – prosegue Guzzini – l’entrata in vigore a settembre del prossimo anno dei criteri di ecodesign, stabiliti dal nuovo Regolamento (UE) 2019/2020, rappresenta per molte aziende del settore un ulteriore aggravio dei costi con una notevole incidenza su un fatturato già in sofferenza. 

Per questo - conclude Guzzini – fin dagli inizi del lockdown abbiamo promosso a livello nazionale attraverso Confindustria, nei confronti di Istituzioni e Governo, la richiesta di maggiore sostegno alle imprese dell’intera filiera, al fine di scongiurare la possibile chiusura di numerose attività e le inevitabili ripercussioni sull’economia nazionale. In aggiunta, a livello europeo, grazie alla mia partecipazione all’Executive Board di LightingEurope, stiamo lavorando affinché la Commissione Europea posticipi di un anno l’entrata in vigore dei requisiti di progettazione ecocompatibile e di etichettatura energetica, per supportare la graduale ripresa del nostro settore anche a livello comunitario”. 

 

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