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Banda Ultra Larga, online il vademecum Anci

06/02/2018

Pubblicato il quaderno Anci su "L’infrastrutturazione digitale del territorio in banda ultralarga: procedure, obblighi e strumenti per i Comuni. Il piano strategico banda ultra larga e i suoi strumenti attuativi", una guida operativa a supporto dei Comuni nella gestione degli interventi di realizzazione di infrastrutture digitali in banda ultra larga nel territorio, messi in campo dagli operatori di telecomunicazioni sia nell’ambito dei propri piani di investimento privati sia all’interno della più ampia Strategia Italiana per la Banda Ultra Larga. 
 
Gli obiettivi. La Strategia BUL, attraverso uno specifico Piano di attuazione, ha l’obiettivo di garantire, entro il 2020, una velocità di connessione di almeno 100 Mbps all’85% della popolazione e di almeno 30 Mbps al 100% dei cittadini, nonché una copertura ad almeno 100 Mbps di velocità di sedi ed edifici pubblici (scuole e ospedali in particolare) e aree industriali. 
 
La strategia. La strategia si compone di un mix di strumenti mirati a velocizzare la realizzazione di una infrastrutture ditale performante e “a prova di futuro” nonché a stimolare la domanda di servizi digitali:
- risorse finanziarie: circa 7 miliardi di euro di fondi pubblici, fra risorse nazionali (1,4 M€ di risorse ordinarie + 3,5 M€ provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione) e risorse dei fondi strutturali europei (2,1 M€), ai quali vanno affiancati gli investimenti degli operatori privati (per un massimo stimato di altri 6 miliardi);
- interventi normativi mirati a semplificare e velocizzare i lavori di infrastrutturazione sul territorio, intervenendo sull’iter di rilascio delle autorizzazioni e le relative tempistiche, nonché sugli oneri a carico degli operatori;
- strumenti tecnologici di supporto, in primis il SINFI – Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture, istituito con DM del Ministro dello Sviluppo Economico del 16 giugno 2016, che si prefigge di mappare tutte le infrastrutture di reti presenti sul territorio, con particolare riferimento a quelle idonee ad ospitare la fibra ottica.
 
 
Comuni interessati. Ad essere interessati dagli interventi sono tutti i Comuni italiani. In particolare, sono da poco partiti gli interventi di realizzazione della rete pubblica negli oltre 7.300 Comuni classificati come “aree bianche”, a c.d. fallimento di mercato, dove gli operatori privati non intendono investire nei prossimi tre anni.
 
Aree bianche. Relativamente alle aree bianche, alla data di dicembre 2017 sono in corso di avvio i lavori relativi al primo bando aggiudicato da Infratel – che interessa circa 3.000 Comuni delle regioni Abruzzo, Molise, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto – ed è stato aggiudicato il secondo bando per la copertura di aree in digital divide delle regioni Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia Aut. di Trento, Marche, 
Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia. Il terzo e ultimo bando riguarderà invece territori di Calabria, Puglia e Sardegna. 
 
Rimangono ancora in fase di definizione gli interventi per le aree grigie - in cui è presente o verrà sviluppata nei prossimi tre anni una rete in banda ultra larga da parte di un solo operatore privato, importanti perché qui si concentra fra il 60% e il 70% delle aziende del Paese - e le aree nere -  in cui sono presenti o verranno sviluppate nei prossimi tre anni almeno due reti in banda ultra larga di operatori diversi.

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